Elisa Pizza, sociologa e fotografa romana. Di professione web content creator e copywriter, crede che le nuove generazioni renderanno i social media un posto migliore.

Cos’è per te il talento?

Per me il talento è un dono, da una parte, ma dall’altra è racchiuso nella massima di Aristotele che dice “Siamo ciò che facciamo in maniera ripetuta. L’eccellenza non è un atto, bensì un’abitudine.” Sapere quale sia il nostro talento, cosa ci viene naturale, per cosa siamo più portati è solo il primo passo, poi c’è la costanza di applicarci tutti i giorni, per migliorarci sempre di più.

I tre valori per te irrinunciabili (in ordine d’importanza)

Onestà, libertà, solidarietà.

Un film/libro/canzone che ti rappresenta (a scelta uno dei tre)

La scelta è ardua, ma se proprio devo fare un nome andrei su una canzone e ti direi “Society” di Eddie Vedder. Non nego che, sulla scelta, abbia influito molto anche il film (Into The Wild, 2007) di cui è stata colonna sonora.

Di cosa ti occupi attualmente?

Attualmente lavoro come freelance e mi occupo di web editing e copywriting.

Il progetto personale e/o professionale che ti ha dato maggiori gratificazioni?

Ce ne sono diversi. A dover scegliere, però, ti direi il Peccioli Working Village a cui ho preso parte lo scorso settembre.

Se fossi il capo del governo o il sindaco della tua città quali sarebbero i primi tre provvedimenti che inseriresti in agenda nei primi 100 giorni?

Onestamente non ho mai preso in considerazione la vita politica attiva nella mia vita e quindi non ho davvero idea di cosa farei nei primi 100 giorni. Sono convinta che amministrare una città o una nazione richieda una grande capacità di guardare all’insieme delle cose e lungimiranza, perché adottare soluzioni a breve termine non è quasi mai la scelta migliore. Può essere un tampone, un tappo per arginare una determinata situazione, ma poi ci si deve calare nei fatti e immaginarne tutte le possibili evoluzioni.

Partendo dalla tua esperienza personale/professionale, come pensi che evolverà il mondo dei social media?

Il mondo dei social media, secondo me, ci sopravvivrà. E posso dirti che confido molto nelle nuove generazioni, perché credo che abbiano la capacità di renderlo migliore e di usarlo in modo più corretto di quanto abbiamo fatto noi.
Chi è nato nel mondo senza i social ed è cresciuto mentre quest’ultimo si creava, si è spesso lasciato fagocitare, si è dato in pasto ai meccanismi che lo muovono perdendo un po’ la bussola. I giovani, per cui i social sono la normalità, hanno più chance di usarli e non lasciarsi usare.

Come ti vedi tra 10 anni?

Ridendo ti direi più vecchia, ma in realtà mi vedo più ricca e non parlo di soldi. Ho avuto la fortuna, nella mia vita, di fare tante esperienze diverse in Italia e all’estero, di incontrare una grandissima varietà di esseri umani e da ogni singola esperienza, come da ogni singola persona, ho imparato molto. Credo che nei prossimi 10 anni continuerò su questa strada, quindi mi vedo arricchita e più consapevole, e spero anche felice almeno tanto quanto lo sono oggi.

Come immagini l’Italia tra 10 anni?

Spero che sia migliore di oggi, ma guardando indietro mi viene da dire che, se ci va bene, resterà com’è. Quello che mi fa piangere il cuore è che siamo una nazione e un popolo dalle mille risorse, ma ci manca la voglia di fare con continuità, ci adagiamo sulle vittorie, invece di usarle come propulsori per andare avanti e fare meglio.

Se l’Italia fosse una canzone

Torno a bomba sulla musica e opto per il brano “Quelli che benpensano” di Frankie HI-NRG MC.

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