Attrice | Presentatrice

Cos’ è per te il talento?
Io penso che ognuno di noi abbia uno o più talenti per qualcosa e che spesso sia difficile capire qual è, perché siamo stimolati a fare cose che non ci appartengono veramente. Questa società tenta di renderci tutti uguali, con gli stessi gusti e gli stessi desideri. Il talento è la capacità di realizzare qualcosa in modo unico, personale, eccezionale. È una dote che si ha dalla nascita, è qualcosa di irresistibile che tutti notano. Può essere la capacità di cucinare, di scrivere, di parlare… di fare qualsiasi cosa. Se le persone seguissero il proprio talento, senza forzare le cose, tutti noi saremmo più felici.
I tre valori per te irrinunciabili
Onestà. Bontà. Solidarietà. Essere onesti e buoni sta diventando un atto di grande debolezza. Invece è il contrario. Continuare ad essere onesti in una società in cui si esalta la furbizia, dimostra una grande forza, è una grande sfida. Se non si torna ad essere persone perbene non ci sarà futuro.
Un film che ti rappresenta
Chi si ferma è perduto, film del mio grande amore Totò. È una lotta, sempre, non ci si può fermare mai.  È una lotta per tutti, ognuno ha le proprie difficoltà e i propri drammi, anche le persone che vivono vite che sembrano facili lottano tutti i giorni e vivono grandi dolori.
Di cosa ti occupi attualmente?
Presento tanti eventi, sono ospite in varie trasmissioni e sto lavorando ad un mio progetto musicale, ma è ancora presto per parlarne. Ho ripreso a studiare canto, mi appassiona tanto e mi rende libera.
Il progetto personale/o professionale che ti ha lasciato il maggior impatto emotivo?
Il progetto di cui vado più fiera è la mia tesi di laurea. La tesi descrive l’allestimento di un’opera teatrale utilizzando le location più belle di Pontremoli (città toscana in cui è nata mia mamma). È scritta sotto forma di lettere inviate ad una persona a me cara, solo alla fine si capirà che sono indirizzate a mio nonno, e racconta la crescita di una città, intrecciata con la mia crescita personale e quella del personaggio protagonista dell’opera da me scelta, il “Miguel Manara”. È molto affascinante e assolutamente ispirata. Mi piace molto scrivere, dovrei farlo più spesso.
Se fossi il Ministro della Cultura quali sono i tre provvedimenti che attueresti nei primi 100 giorni di governo?
La cultura, l’arte, il teatro, la creatività sono fondamentali. Stanzierei fondi per sostenerli, è un patrimonio importante per tutti. Darei la possibilità a tutti di studiare, di apprendere, corsi di formazione gratuiti. La cultura e la conoscenza ci rendono liberi di scegliere e decidere.
Sei un’attrice e conduttrice televisiva con una grande passione per il teatro. In base alla tua esperienza personale qual è il ruolo e la missione dell’artista in Società?
Dovrebbe far sognare. Dovrebbe trasmettere belle emozioni, dovrebbe far scoprire il bello. Il teatro nasce nel medioevo come “sacra rappresentazione” itinerante tra le vie di una città. Per me il teatro è ancora sacro, ha la grande capacità di far sognare da vicino, emozionare raccontando ogni sera una storia che anche se è la stessa è sempre diversa, muta con il mutare degli attori, del loro stato d’animo. È meraviglioso. La missione è questa: portare gioia, emozione. Beato chi sa ancora ascoltare ed emozionarsi di fronte ad un quadro, ascoltando una canzone, assistendo ad uno spettacolo.
Come ti vedi tra 10 anni?
Non riesco a pensare a domani, figurati a “tra 10 anni”. Vivo il presente, non faccio grandi progetti, mi piace scoprire cosa la vita ha in serbo per me momento dopo momento. Non sopporto chi si organizza troppo la vita, non lascia spazio alle sorprese e all’imprevedibilità, anche se poi la vita sorprende comunque.
Come immagini l’Italia tra 10 anni?
Per quanto riguarda l’Italia sono più preoccupata. Questo paese non mi piace più come prima. Il fatto che l’Italia sia il posto in cui c’è meno meritocrazia al mondo fa sì che in questo paese nulla funzioni come dovrebbe, perché le persone occupano ruoli e hanno competenze che non gli competono. Purtroppo succede a tutti i livelli e diventa un vero problema per noi cittadini. Temo che, se non cambiano i valori e gli animi di noi italiani, questo paese sarà sempre più povero di soldi ed ideali.
Se l’Italia fosse una canzone?
La società dei magnaccioni di Lando Fiorini.

Categories: Storie

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