Marzia Lacroce, sarta romana, ha creato il suo laboratorio Deamante per diffondere bellezza. Crede che nei prossimi anni ci sarà un ritorno alle mode passate, rivisitate in chiave moderna con nuove tecniche e materiali.

Cos’è per te il talento?

Il talento è per me una competenza innata che ognuno di noi ha, una competenza che viene spontanea, che ci fa fare una determinata cosa (o più cose) fatta bene e risulta facile, la facciamo in modo naturale. Si riesce a spiccare con un talento, è una dote che si ha per far risplendere la propria personalità, per esprimere al meglio la missione che ognuno di noi con questa vita. Però, proprio perché è un talento, va coltivato, sviluppato, lavorato costantemente, anche con una formazione mirata.

Per me è stato semplice iniziare a tagliare la stoffa e assemblare i pezzi di un capo semplice anche senza aver mai studiato; poi, quando ho compreso che mi piaceva quello che mi veniva facile fare, ho iniziato a studiare e sperimentare nel campo della sartoria per iniziare ad avere padronanza del mio talento e coltivare la passione giorno dopo giorno.

I tre valori per te irrinunciabili (in ordine d’importanza)

1. Libertà. Di pensiero, di parola, di azione nel rispetto dell’altro. Evitare il giudizio quello immediato, semplificativo della vita degli altri, ed essere consapevole che dietro ogni azione e scelta di ogni persona ci sono storie dietro.

2. Condivisione. Di esperienza, di conoscenza. Credo che la condivisione possa migliorare questo mondo, rendere piu’ forte lo sviluppo e il miglioramento che si puó attuare.

3. Sorellanza. Credo fortemente in questo valore, lo vivo quotidianamente e mi muovo per espanderlo. In una società orientata al maschile è difficile parlare di sorellanza, quella in cui le donne non devono essere per forza amiche per la pelle, ma aiutarsi, condividere, sostenersi nelle situazioni più disparate. Siamo lontane le une dalle altre, si é perso quel gruppo di donne che si sostengono nelle tradizioni e nella quotidianità.

Il mondo ha bisogno della parte femminile, non solo di persone forti, determinate, orientate al benessere economico, ma anche di persone in ascolto di sé, che danno spazio alla propria intuizione e vulnerabilità. Credo che noi donne possiamo fare un cambiamento forte per migliorare questo aspetto.

Una canzone che ti rappresenta

I will survive di Gloria Gaynor.

Mi rappresenta nel coraggio di andare avanti con determinazione credendo nell’Amore, nonostante le difficoltà, affrontando il passato e quello che mi ha fatto male nel cammino. La canzone parla esplicitamente di un uomo, ed io ho sempre identificato quell’uomo con tutte le difficoltà del mio percorso, non solo quelle amorose; quelle difficoltà che mi hanno resa la donna che sono oggi che con coraggio manifesta i propri sogni.

Di cosa ti occupi attualmente?

Ho un laboratorio dove creo per diffondere bellezza: Deamante.

Deamante nasce dall’unione dei termini diamante e dea, unione delle mille sfaccettature del diamante e le mille versioni della dea all’interno della donna. In Deamante ho racchiuso tutto il mio credo: contribuire a sviluppare il potere delle donna tanto spirituale quanto terreno, che donano al mondo i propri talenti.

Attualmente in laboratorio sono immersa dal tulle, creo abiti e gonne in tulle per donne e bambine; ma oltre al tulle ci sono tanti progetti da sviluppare per diffondere bellezza… stay tuned!

Il progetto personale e/o professionale che ti ha dato maggiori gratificazioni?

La realizzazione di un abito da sposa che non credevo di esserne capace. Mi ha fortificato l’autostima, mi ha dato la spinta per continuare a credere nelle mie capacità ed andare avanti nel realizzare un mio laboratorio di sartoria per aiutare altre donne ad esprimersi nella propria autenticità e bellezza.

Se fossi il sindaco di Roma quali sono i primi tre provvedimenti che inseriresti in agenda?

1. organizzazione e smaltimento dei rifiuti con pulizia delle strade

2. organizzazione di programmi di azione concreti per il personale capitolino rispetto alle reali capacità di ognuno affinché possano dare un apporto concreto alla capitale (i quali ho visto personalmente chiusi in ufficio a vedere film)

3. aiuto ai giovani per creare impresa

Partendo dalla tua esperienza personale/professionale, come pensi che evolverà il mondo del tessile e della sartoria?

Nei prossimi anni ci sarà un ritorno di mode ormai passate riviste in chiave moderna, con nuove tecniche e materiali. Il mondo della sartoria non ha un grande futuro per come viene visto da fuori, dalla maggior parte delle persone che acquistano capi industriali, spinti dal continuo cambiamento e scarsa qualità della moda low cost. Credo e confido in chi si avvicina all’artigianato per ricevere attenzione, cura e qualità in quello che si indossa ( nello specifico del mio settore, ma parlo di artigianato in tutte le sue sfaccettature); credo che noi artigiani abito dopo abito, gonna dopo gonna possiamo far comprendere il valore di ricevere e indossare un capo realizzato con buoni tessuti e confezionati con cura e quindi duraturi nel tempo, dando voce ai nostri laboratori attraverso i tanti strumenti che abbiamo a disposizione. Credo nel mondo del tessile e della sartoria.

Come ti vedi tra 10 anni?

2032. Vivo in un casale di campagna con la mia famiglia, ad oggi ho marito e 2 figli, Vito di 6 anni e Penelope di 4 mesi. Il casale ha la possibilità di avere degli ospiti, coccolati dai prodotti del nostro giardino e dal nostro amore per la socializzazione. In questo casale una parte è dedicata a Deamante, parte integrata alla famiglia, un grande salone luminoso dove poter ospitare le clienti che vogliono indossare i miei capi prima di acquistarli, prendersi un tè e condividere esperienze di vita; e una stanza dedicata alla creazione dei capi, il cuore del laboratorio insomma. Tutto in una cornice di semplicità e natura.

Come immagini l’Italia tra 10 anni?

In questo momento ho difficoltà ad immaginarla. Abbiamo un Paese pieno pieno pieno di meraviglie, un clima confortevole, cibo imbattibile, qualità artistiche uniche che si agganciano ai talenti di cui parlavamo prima. Siamo un popolo con tanti talenti da poter sviluppare aiutati dalle nuove tecnologie moderne. Voglio vedere l’Italia tra 10 anni che fiorisce nel suo splendore artistico.

Se l’Italia fosse una canzone

Cara Italia di Ghali.

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