Fundraiser per il No Profit

Cos’è per te il talento?
Il talento per me ha a che fare con le competenze che una persona acquisisce nella sua vita, con la formazione prima, con il lavoro e l’esperienza poi. Ma il talento è anche la capacità di suscitare passione, consenso, adesione a una visione. La persona di talento la riconosci: ha la forza tipica della leadership, crede in quello che fa e sa come trascinare gli altri. E’ consapevole di sé e trova sempre il modo di superare gli ostacoli. Non dimentica il valore delle relazioni umane, sa creare un clima di coesione e uno spirito di gruppo. La persona di talento tira fuori il talento altrui. Non credo sia soltanto un dono, ma anche un esercizio, un allenamento costante.

I tre valori per te irrinunciabili (in ordine d’importanza)
e perché lo sono
La lealtà: perché è uno dei presupposti della fiducia tra le persone. E la fiducia e il presupposto delle relazioni umane, anche di quelle professionali e del mondo del lavoro.
L’impegno: inteso come impiego di tutte le proprie forze e capacità nel fare qualcosa. Thomas Edison diceva che “Il genio è per l’1% ispirazione e per il 99% sudore.”
L’umorismo: perché mi aiuta a non prendermi troppo sul serio e trovare sempre il lato divertente delle cose.

Un film o libro o canzone (a tua scelta) che ti rappresenta
“What a wonderful world” ma nella versione dei Ramones: un ottimismo meno rilassato e molto più duro e distorto!

Di cosa ti occupi attualmente?
Da circa 5 anni lavoro per ActionAid e mi occupo di innovazione per il dipartimento di marketing e fundraising. È un ruolo stimolante e strategico, l’innovazione è un fattore competitivo determinante delle aziende, anche di quelle non profit, ActionAid l’ha capito. Nel mio settore purtroppo vedo ancora molta polvere, visioni superate, lentezza, incapacità di leggere i cambiamenti. Ma le organizzazioni non profit, grandi o piccole che siano, non possono più permetterselo, la società e il mondo hanno bisogno del terzo settore e delle sue capacità per diventare migliori.

Il progetto personale o professionale che ti ha dato maggiori gratificazioni?
Nella vita personale come nel lavoro i progetti che mi soddisfano di più sono quelli sfidanti, che mettono in discussione lo status quo e mi consentono di apprendere cose nuove. Mi gratifica molto inoltre il lavoro in team, mescolare le competenze, la contaminazione delle idee.

Se fossi il Ministro degli Esteri quali sono i primi provvedimenti che prenderesti?
Lavorando in una ONG come ActionAid e conoscendo i problemi della cooperazione internazionale mi impegnerei per rivedere il ruolo dell’Italia nella comunità internazionale.
Avere un mondo più giusto e più stabile, basato sul riconoscimento dei diritti delle persone è un impegno su cui ogni paese dovrebbe investire. L’Italia fa ancora troppo poco, i fondi per l’aiuto allo sviluppo sono tra i più bassi a livello di paesi dell’Unione Europea e di quelli OCSE. La cooperazione internazionale non è beneficienza ai paesi più poveri, è vera e propria politica estera.

Quanto ha modificato l’uso della tecnologia il tuo lavoro e la tua vita e quanto ha migliorato (o peggiorato) la qualità di entrambi?
Io sono tra quelli che vedono soprattutto i vantaggi di quest’era iperconnessa e digitalizzata. Il mondo è un posto migliore grazie a internet e alla tecnologia. Internet è uno strumento di democrazia, conoscenza e condivisione, tre parole importantissime per il progredire dell’umanità. Purtroppo sulla digitalizzazione l’Italia è ben lontana dagli obiettivi previsti dall’Agenda Digitale Europea: solo il 56% della popolazione (tra i 16 e i 74 anni) utilizza la rete regolarmente. Questo non aiuta lo sviluppo economico del nostro paese e non permette risparmi ed efficienza della Pubblica Amministrazione.
Personalmente mi piacciono molto alcuni social, soprattutto Twitter e Instagram, ma non ne sono dipendente. Li uso molto anche in ottica professionale e per contribuire alla definizione del mio personal brand. Avete mai provato a googlare il vostro nome e cognome? Interessante vedere i risultati!

Come ti vedi tra 10 anni?
Tra 10 anni spero di essere ancora più consapevole e serena. Mi vedo sempre impegnata nel lavoro, ma mi piacerebbe cambiare settore. Sarò ancora alla ricerca di stimoli, curiosa e con la voglia di conoscere cose nuove. Mi vedo in movimento. E realizzata.

Come immagini l’Italia tra 10 anni?
Non so come evolverà questo paese, spero in una società più integrata e senza ingiustizie sociali, dove le opportunità possano essere di tutti. L’Italia è un paese di eccellenze in tanti settori, ma è anche un paese corrotto, con delle Istituzioni lontane e una classe dirigente autoreferenziale e inefficiente. Spero in nuove idee e nuove facce, spero nello sviluppo di una vera meritocrazia, che è la condizione fondamentale per far crescere i talenti. Ma devo confessare che sono un po’ pessimista a riguardo.

Se l’Italia fosse una canzone
Non ho dubbi: “Heroes” di David Bowie. Dalla crisi alla risalita. È soprattutto un augurio che faccio a questo paese.

Categories: Storie

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