Valerio Finocchi

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Chirurgo plastico

Cos’è per te il talento?

Pablo Picasso diceva: “Ci sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l’aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole”. Ecco. Secondo me, questa frase, raccoglie il vero significato del talento. Il talento è un mix di caratteristiche: l’audacia, il coraggio ed anche un pizzico di testardaggine. Ma credo realmente che senza l’ambizione non possa esserci talento.

I tre valori per te irrinunciabili (in ordine d’importanza)

Umiltà, lealtà, passione.

Un libro che ti rappresenta

Libro: Shantaram. Ho trovato tutto quello che cercavo in questo libro in un momento difficile della mia vita. E’ un viaggio appassionante, è un mix di adrenalina, avventura, e amore, c’è l’incoscenza, c’è l’ inconsapevolezza di cosa ti aspetta nel futuro ed è un inno all’amicizia.

Di cosa ti occupi attualmente?

Sono un chirurgo plastico, estetico e ricostruttivo e grazie all’esperienze all’estero eseguo tutti gli interventi di chirurgia estetica ma ho sempre avuto una passione particolare per il viso e ultimamente il mio cavallo di battaglia è divenuto il naso, ho messo appunto una tecnica che amo definire Rinoscultura (Rinoplastica avanzata).

Il progetto personale e/o professionale che ti ha dato maggiori gratificazioni?

In Italia è molto difficile riuscire da giovani ad uscire fuori dalla massa a causa dei poteri forti che non permettono a mio parere che vi sia una reale parametro meritocratico a migliorare la nostra società. Ad es. purtroppo molti colleghi escono dall’università che non hanno ancora impugnato un bisturi in mano e passano troppi anni prima che diventino professionalmente validi. Il mio obiettivo principale era quello di essere indipendente una volta uscito dall’università e soprattutto di essere in grado di aiutare e rendere felici le persone e realizzare un loro sogno. Partendo da questo presupposto è partita in me la voglia di viaggiare all’estero per imparare dai migliori chirurghi. Se oggi sono in grado di riuscire ad eseguire certi interventi lo devo prima di tutto al supporto e ai valori che mi ha trasmesso la mia famiglia, alla mia testarda ambizione e ai tanti maestri che ho incontrato lungo il mio viaggio.

Se fossi il sindaco di Roma quali sono i primi tre provvedimenti che inseriresti in agenda?

Partirei, prima di tutto, dalle periferie: lì c’è il vero cuore di Roma, lì c’è ancora vita e speranza; darei maggior importanza alla sicurezza in città, investirei tanto sui bambini, che sono il nostro futuro quindi punterei sull’istruzione, cultura, educazione e in particolare ad alcuni tipi di sport di squadra,come ad esempio il rugby, un gioco rude giocato da nobiluomini, un po’ come è la vita, è difficile ma deve essere “giocata” seguendo i giusti valori.

Partendo dalla tua esperienza personale/professionale, come pensi che evolverà il mondo della medicina e della chirurgia in futuro?

Io da uomo, ancor prima che da chirurgo, credo che la salute sia una delle caratteristiche più importanti nella vita. Se si ha la salute, si ha tutto per combattere. L’evoluzione del mondo della medicina e chirurgia parte dalla ricerca. Già negli ultimi anni sono stati fatti passi da giganti nel mondo della microchirurgia, siamo in grado oggi di effettuare interventi che un tempo erano davvero impensabili. Pertanto credo che il futuro della chirurgia debba puntare sulla mini-invasività a patto che dia sostanziali risultati mentre per quando riguarda la medicina bisogna puntare tutti i nostri sulla prevenzione. Lo stile di vita deve venire prima di tutto, prima di ogni medicinale. Non a caso un certo Ippocrate vissuto 2500 anni fa aveva già capito e sottolineato: “Fa che il cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo cibo”

Come ti vedi tra 10 anni?

Bella questa domanda, per quanto bella “complicata”. Tra dieci anni mi vedo sempre con il mio camice operatorio a portare avanti la mia passione, il mio lavoro; tra dieci anni mi vedo anche, perché no, una famiglia, pieno di gioia per essere padre (spero un ottimo padre). Ho rari ma bellissimi esempi di famiglie e spero un giorno di poterne fare parte. A causa della crisi dei giorni d’oggi è molto più complicato raggiungere un stabilità e pertanto la paura del futuro ci blocca, altrimenti non ti nascondo che già avrei avuto dei figli molti anni fa.

Come immagini l’Italia tra 10 anni?

Mamma mia. L’Italia tra 10 anni? L’Italia deve un po’ riposare; deve fare un bel respiro a pieni polmoni e ricominciare da zero. Spero possa essere un Paese che possa dar da vivere ai suoi figli; un Paese in cui poter vivere, non dico felice, quantomeno sereni. Per questo credo nelle nuove forze politiche, se posso dirlo credo molto nel Movimento 5 Stelle, giovani come me con il sogno di cambiare l’Italia.

Se l’Italia fosse una canzone?

In assoluto “Buonanotte all’Italia” di Ligabue.

Categories: Storie

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